Gambe gonfie: è un problema di vene o di linfa? Ecco come capirlo
Pubblicato in Cause e meccanismi · Giovedì 15 Gen 2026 · 1:30
Quando senti le gambe "esplodere", tendi a chiamare tutto genericamente ritenzione idrica. In realtà, il gonfiore (edema) può avere due origini diverse: il sistema venoso o il sistema linfatico. Saperli distinguere è fondamentale, perché ciò che funziona per l’uno potrebbe non bastare per l’altro.
1. L’Edema venoso: il "ritorno" difficile
L’edema venoso è causato da un malfunzionamento delle valvole delle vene (insufficienza venosa). Il sangue fatica a risalire verso il cuore, ristagna e la pressione fa fuoriuscire liquidi nei tessuti.
- Come si riconosce: inizia solitamente dalle caviglie e peggiora drasticamente la sera.
- Segni tipici: la pelle può apparire lucida o tendente al rossastro/violaceo. Spesso è accompagnato da capillari in evidenza o vene varicose.
- Il test: se sollevi le gambe per 15 minuti, il gonfiore solitamente diminuisce visibilmente.
2. L’Edema linfatico: il ristagno di "scarti"
L'edema linfatico (o linfedema) riguarda i vasi linfatici, che hanno il compito di drenare proteine e scorie. Se questo "sistema di pulizia" si inceppa, il liquido che ristagna è più denso e ricco di proteine.
- Come si riconosce: è un gonfiore più "duro" e pastoso. Può colpire anche il dorso del piede (che sembra un "panetto").
- Il Segno di Stemmer: prova a pizzicare la pelle sulla base del secondo dito del piede. Se non riesci a sollevare la pelle perché è troppo tesa e gonfia, il problema è quasi certamente linfatico.
- Asimmetria: spesso una gamba è visibilmente più gonfia dell’altra.
Cosa fare?
Mentre l’edema venoso risponde bene al movimento e al sollevamento, quello linfatico richiede manovre di drenaggio più specifiche e una gestione costante dell'infiammazione dei tessuti.
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